Trattamento ad intrusione ed estrazione: come funziona la pulizia profonda dei tessuti

I tessuti sono un elemento indispensabile nell'arredamento, sia civile sia di uffici ed aziende. Dai divani alle moquette, dalle tende ai materassi, infatti, si ha sempre a che fare con questo genere di fibre. Tuttavia, se non trattati correttamente, possono diventare un ricettacolo di batteri. Per questo motivo è importante effettuare una pulizia approfondita delle fibre ed uno dei metodi più efficaci è il trattamento ad intrusione ed estrazione.

Negli scorsi mesi vi abbiamo parlato dell'importanza di una pulizia costante per i materassi, per la moquette e per i tappeti. Oggi vi proponiamo un approfondimento su questo metodo professionale di pulizia profonda dei tessuti che, se effettuato con una certa regolarità, garantisce un'igiene ed una durata ottimi.

Perché è così efficace

Il trattamento ad intrusione ed estrazione è un metodo efficace per rimuovere lo sporco che si annida nelle fibre interne dei tessuti. Viene effettuato a domicilio e lascia le fibre rigenerate oltre che, se si rispettano i tempi di riposo, perfettamente asciutte evitando la formazione di muffe e funghi all'interno.

Rispetto ai metodi di pulizia più tradizionali, il tessuto viene lavato dall'interno ed il risultato è quello di fibre igienizzate, migliorate nell'aspetto e preservate dall'usura.

Come funziona il trattamento ad intrusione ed estrazione

Il trattamento viene effettuato secondo cinque fasi. Ciascuna di esse è importante e perché il risultato sia eccellente è importante che vengano fatte non solo con attrezzature professionali ma anche da personale qualificato.

1 - Osservazione della fibra

Le fibre che compongono i tessuti possono essere:

Dopo essersi accertati del tipo di fibra, così da poter utilizzare i prodotti adatti, si procede con una serie di prove per accertarsi che non venga via il colore e che il collante sia resistente al trattamento.

2 - Aspiratura

Prima di procedere con il trattamento vero è proprio, è importante aspirare le polveri e lo sporco più volatile. In questo modo si eviterà di prolungare inutilmente le fasi successive stressando le fibre.

3 - Insaponatura

Attraverso un attrezzo chiamato atomizzatore si procede, per strisce parallele, alla distribuzione di una soluzione detergente. Essa è composta principalmente da acqua e disinfettanti e viene iniettata in profondità per andare ad agire dall'interno.

4 - Riposo

Questa fase è molto importante perché permette ai prodotti di agire, distruggendo una percentuale altissima di patogeni (come acari, batteri, funghi e spore, muffe, virus...). Secondo il tipo di fibra ed i detergenti utilizzati, può richiedere un numero diverso di minuti. Durante il riposo, inoltre, è importante osservare bene la superficie per accertarsi che non vi siano macchie che richiedono un trattamento più specifico.

5 - Risciacquo

L'ultima fase viene effettuata con una macchina a due serbatoi. In una vasca c'è l'acqua pulita che viene spinta in profondità attraverso pompe ad alta pressione per rimuovere i detergenti e lo sporco, nell'altra c'è l'acqua sporca che viene aspirata. Il serbatoio dell'acqua sporca è dotato di un sistema che verifica la qualità dell'acqua aspirata, così da poter procedere finché questa non risulta completamente pulita.

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Manutenzione della moquette: i fattori da valutare

La moquette è un tipo di pavimento particolare, da alcuni odiata e da altri amata. Quando ci si trova in presenza di questo tipo di superficie, in ogni caso, è consigliabile una manutenzione della moquette costante e in grado di prevenirne il deterioramento. È dunque importante considerare una serie di fattori, al fine di conservare il tessuto in tutta la sua bellezza.
Prima di passare ai fattori che influenzano la manutenzione della moquette, tuttavia, è bene precisare che questo tipo di rivestimento è costituito da tre strati:

Il tipo di fibra del velluto

Esistono diversi tipi di moquette, ciascuno con caratteristiche e necessità proprie. In ogni caso, è possibile suddividere tutte le moquette in due macrocategorie, in base al rivestimento superficiale in velluto:

Fare questo tipo di distinzione è un primo passo per una corretta manutenzione, poiché su alcuni tipi di fibre naturali un uso eccessivo di acqua può portare al deterioramento.

Il tipo sporco

Essendo un rivestimento formato da fibre, la moquette può presentare diversi livelli di penetrazione dello sporco.

Sistemi per la manutenzione della moquette

La scelta del tipo di sistema da utilizzare per la manutenzione della moquette dipende da una serie di fattori, che vanno dal tipo di fibra al tipo di sporco, sino alla frequenza con la quale si intende intervenire. È inoltre buona norma leggere attentamente le istruzioni fornite dalla casa produttrice, qualora le si abbia a disposizione.

Ad ogni modo, i principali sistemi sono:

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Come pulire le lenzuola: tutti i consigli utili

Imparare come pulire le lenzuola è un’operazione fondamentale per l’igiene del nostro letto e per la nostra salute. Esse infatti vanno a diretto contatto con la nostra pelle e sarebbe bene lavarle almeno una volta  a settimana. In questo articolo abbiamo cercato di riassumere tutti i consigli utili sull’igiene del bucato per darvi una guida completa sia alla cura dei tessuti che alla loro igiene.

La temperatura

Per un corretto lavaggio è bene partire dalle basi, bisogna controllare sempre le etichette di fabbrica poste agli angoli dei lenzuoli che ci indicano quali, secondo il fornitore, sono le temperature ideali per il lavaggio. Controllare  inoltre che la nostra lavatrice non abbia già un programma apposito per il lavaggio, facilitandoci così la scelta del programma da inserire.

Tolte queste due accortezze, possiamo riassumere così la scelta del lavaggio:

Bicarbonato e aceto

Una volta decisa la temperatura dobbiamo scegliere con cura il metodo da utilizzare in base alle esigenze del tessuto.

Come pulire le lenzuola nuove? Consigliamo di lavarle sempre prima dell’utilizzo, non solo a causa del possibile accumulo di sostanze chimiche residuate dal trattamento di colorazione ma anche e soprattutto per una questione di salute della pelle: evitiamo di portarla a contatto con batteri che sicuramente si sono accumulati nella fase di stoccaggio e trasporto della merce.
Consigliamo di rimuoverle dalla confezione e di far prendere loro aria, prima di lavarle con un’aggiunta di bicarbonato (1 bicchiere da 250ml). Questi igienizza a fondo le fibre ed elimina le formazioni di calcare nella lavatrice garantendone un corretto funzionamento e quindi un’ottima pulizia per il nostro bucato.

Nel caso di lenzuola impregnate di forti odori, si può ricorrere all’utilizzo di un bicchiere di aceto bianco nella fase di risciacquo che aiuta a catturarli ed eliminarli, ridando vigore alle trame del tessuto. In alternativa si può scegliere di adoperare il succo di limone per ottenere i medesimi effetti.

Quanto detersivo utilizzare

La tipologia di detersivo da utilizzare è soggettiva in base alle esigenze di ciascuno di noi. Se si è soggetti ad allergie è bene utilizzare detersivi a base naturale che non interferiscano con il ph della pelle. Introdurre un additivo igienizzante nel caso si stiano lavando indumenti particolarmente sporchi.

Detto questo, le regole generali si possono riassumere come di seguito: 

Il tipo di lenzuola

Come pulire le lenzuola in base al filato è una nozione molto importante per la salute del tessuto. Esso dev’essere trattato in modo diverso in base al tipo di trama, specialmente in presenza di macchie particolarmente resistenti come sangue o alcolici.

Nel caso di lenzuola di seta o raso è importante adoperare un ciclo massimo a 40° ed un detersivo adatto ai capi delicati. Non bisogna asciugarli nell’asciugatrice (se non potete evitarlo, utilizzate un programma privo di calore) ma bisogna stenderli e farli asciugare  in modo naturale.
La candeggina è da evitare se non li si vuole rovinare, così come è da evitare il lavaggio con altri capi più pesanti.

Se le nostre lenzuola sono in lino, saranno sicuramente più resistenti ma altrettanto difficili da pulire. Sempre utilizzare basse temperature che non superino i 40° e utilizzare meno detersivo di quanto non faremmo normalmente (teniamo come indicatore un ¾ di un classico dosatore) prediligendo, se possibile, detergenti a base naturale.

L’eliminazione di macchie persistenti

Per garantirci una pulizia profonda, è cruciale la tempestività. Appena ci si accorge della macchia è importante provare a sciacquarla con acqua fredda e spazzolare via finché il grosso non si è dissolto, poi procedere al lavaggio in lavatrice. Se non dovesse funzionare, ripetere il procedimento con l’aggiunta di uno shampoo (questo è un metodo particolarmente efficace per le macchie di sangue).

In caso di macchie oleose, prima di lavare le lenzuola, lasciarle in ammollo usando una soluzione composta da tre spruzzate di detersivo per piatti, 60 g di borace e 80 ml di aceto bianco. Lasciarle in ammollo per 30 minuti, infine utilizzare un lavaggio ad alte temperature.

L’asciugatura

Conclusa la procedura di lavaggio e avendo ben chiaro come pulire le lenzuola, è importante asciugare con cura i capi per migliorare le prestazioni della pulizia.

Se decidiamo di farle asciugare al sole, ricordiamoci di orientare i capi colorati all’ombra per non farli scolorire, mentre non vi sono problemi con le lenzuola bianche.

In caso di utilizzo dell’asciugatrice, può rivelarsi utile per garantire un’asciugatura omogenea, una pallina da tennis avvolta in un calzino che aiuti a rimestare i tessuti durante la centrifugazione. Una volta asciutte, posizionatele sul letto ancora calde così che prendano meglio la forma del letto e si eviti la formazione di grinze.

In ogni caso, se non dovessero essere lenzuola che si usano di frequente, è importante riporle in un armadio fresco e adibito solo loro per mantenerne la freschezza e l’igiene.

Come pulire le lenzuola e mantenerle tali con piccole accortezze

Per migliorare la pulizia è bene ricordare:

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